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Zermatt, Vallese · 3 min di lettura

Zermatt, ai piedi del Cervino

A Zermatt non si arriva in auto. Si sale in treno, in fondo a una valle che si stringe, e si scende su un binario da cui all'inizio non si vede nulla. Poi, dietro l'angolo di una via, appare la piramide del Cervino, sola, come posata sui tetti.

IUn villaggio senza motori

Le auto a benzina non entrano a Zermatt. Ci si sposta a piedi, in piccoli taxi elettrici o in slitta. Questo silenzio cambia tutto: si sente la neve scricchiolare, le campane, il torrente Vispa che attraversa il paese.

Nel vecchio quartiere dell'Hinterdorf, i granai di larice anneriti dal sole poggiano su pietre piatte sopra pilastri. Impedivano ai topi di salire fino alle provviste. Queste case hanno diversi secoli e raccontano una vita di montagna ben prima del turismo.

IILa montagna delle montagne

Il Cervino raggiunge i 4 478 metri. La sua prima ascensione, il 14 luglio 1865, da parte della cordata di Edward Whymper, è entrata nella storia tanto per il successo quanto per il dramma della discesa, in cui quattro alpinisti persero la vita. Il piccolo cimitero degli alpinisti, nel cuore del paese, ne custodisce la memoria.

Dal 1898 un treno a cremagliera sale fino al Gornergrat, a 3 089 metri. Da lassù il Cervino vi sta di fronte, circondato da una corona di vette oltre i 4 000 metri e di ghiacciai.

IIILa sera di Natale

A dicembre la piazza si illumina. Le facciate di legno si coprono di ghirlande, i pattinatori girano sul ghiaccio e il Cervino, sotto la luna, prende un colore d'argento. È quell'ora che abbiamo voluto portare sulla seta, con le sue lanterne e le sue arance.

Per Nox Alpina siamo saliti ancora più in alto, sopra gli chalet, dove la notte è così limpida che l'Orsa Maggiore sembra tracciata a filo d'oro.

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