
A oltre 1 800 metri, l'alta valle dell'Inn allinea i suoi laghi come un rosario: Sils, Silvaplana, St. Moritz. D'inverno gelano così in profondità che ci si cammina sopra, ci si scia e ci si fanno persino correre i cavalli.
IDove è nato il turismo invernale
Si racconta che nel 1864 l'albergatore Johannes Badrutt fece una scommessa con alcuni clienti inglesi: se fossero tornati d'inverno e il soggiorno non fosse piaciuto, avrebbe rimborsato il viaggio. Rimasero fino a Pasqua. Il turismo invernale alpino era nato.
St. Moritz ospitò poi i Giochi olimpici invernali nel 1928 e nel 1948. Dal 1907 si corrono gare di cavalli sul lago ghiacciato durante il White Turf e ogni marzo migliaia di fondisti attraversano i laghi durante la maratona dell'Engadina.

IICase che si leggono
Nei villaggi della Bassa Engadina, come Guarda o Ardez, le case dai muri spessi portano sgraffiti: motivi incisi nell'intonaco che rivelano uno strato più scuro sotto. Rosoni, fregi, girali: un altro modo di posare un decoro, paziente e geometrico, molto vicino allo spirito del mosaico.
Qui si parla ancora il romancio, una delle quattro lingue nazionali svizzere. Sulle facciate, le iscrizioni in rumantsch ricordano chi ha costruito la casa e in quale anno.

IIILa luce di Sils
Friedrich Nietzsche trascorse diverse estati a Sils Maria e diceva di avervi trovato una luce come nessun'altra. Anche i pittori l'hanno cercata: una chiarezza argentata, quasi minerale, che fa brillare le creste e trasforma i laghi in specchi.
Il nostro carré Lac gelé è nato da quell'ora: il crepuscolo su un grande albergo dalle finestre accese, il villaggio sul bordo del ghiaccio, le vette che vi si riflettono.
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