
Barcellona, il mosaico spezzato di Gaudí
A Barcellona il mosaico è uscito dalle chiese per scendere in strada. Ricopre panchine, tetti, comignoli, facciate intere. Lo si deve anzitutto a un architetto, Antoni Gaudí, e a una tecnica che ha reso celebre: il trencadís.
IIl trencadís
Il trencadís consiste nel rompere piastrelle di ceramica, stoviglie o vetro, e poi nell'assemblarne le schegge per rivestire superfici curve. Dove una piastrella intera non può seguire una forma, mille frammenti possono farlo.
Questo principio è al cuore della nostra maison: un'immagine esiste solo grazie ai suoi frammenti. L'Étang de Gaudí ne è l'omaggio più diretto, con le sue onde di ceramica spezzata intorno a un airone immobile.

IIIl Parco Güell
Commissionato da Eusebi Güell e costruito tra il 1900 e il 1914, il parco doveva essere una città giardino. È diventato un parco pubblico nel 1926. All'ingresso, una grande scalinata porta alla salamandra, o al drago secondo i barcellonesi, interamente coperta di trencadís multicolore.
Più in alto, sulla grande piazza, la panchina ondulata disegnata con Josep Maria Jujol serpeggia sul bordo del vuoto. Sotto la piazza, una sala di colonne sostiene un soffitto ornato di medaglioni in ceramica. Il parco è patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1984.

IIIDa Casa Batlló alla Sagrada Família
Sul passeig de Gràcia, la facciata di Casa Batlló scintilla di vetro e ceramica, e il suo tetto ondeggia come il dorso di un drago. Più in là, la Sagrada Família, iniziata nel 1882, continua a innalzarsi sopra la città.
Il nostro Jardin catalan strizza l'occhio alla salamandra del Parco Güell: una lucertola blu e verde che serpeggia tra i fiori. E in Arabesques aux lézards, le sue cugine corrono su un muro assolato, come fuggite dal parco.
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